LONDRA – Finalmente si gioca. Questa amichevole di lusso fra gli azzurri e i verdeoro va ben al di là di una semplice partita di calcio. Ciò che è successo nei giorni scorsi fra i due governi, infatti, ha fatto passare in secondo piano la sfida fra le due nazionali; questo perchè a guadagnarsi le luci dei riflettori ci ha pensato il ‘caso Battisti’, una questione spinosa, dal momento che il Brasile ha concesso lo status di rifugiato politico all’italiano condannato all’ergastolo per 4 omicidi commessi fra il 1977 e il 1979. Dopo il no del governo carioca alla richiesta d’estradizione da parte dell’Italia, è seguito un vero e proprio contenzioso diplomatico, con il richiamo in patria dell’ambasciatore italiano dal Brasile e la proposta grottesca di boicottare l’amichevole in segno di protesta contro l’asilo politico concesso a Cesare Battisti. La cosa curiosa è che nulla di tutto ciò era emerso in occasione della visita di Lula a Berlusconi, qualche mese fa; il calcio arriva dove la politica non può, sembra lo spot giusto per questa vicenda. Ad inasprire il tutto, la convocazione di Amauri negata dalla Juventus perchè avvenuta fuori tempo massimo; nulla di paragonabile, certo, ma se si pensa che da mesi il giocatore è in bilico fra due nazionali in attesa di una chiamata di Dunga o Lippi, si capisce bene come il tutto stia caricando questa amichevole di una pesantezza spropositata rispetto alla posta in gioco sul campo. A consolare governi e federazioni di Italia e Brasile ci saranno comunque gli introiti: grazie alla vincente campagna pubblicitaria inglese, quasi un miliardo di persone seguiranno il match, con cifre da capogiro da intascare per i diritti televisivi oltre al ritorno di immagine a livello di marchandising.L’Emirates Stadium di Londra, infine, tutto esaurito nei suoi 60 mila posti, porterà ulteriori guadagni, se si pensa che i biglietti arrivano fino a cifre da capogiro (1200 sterline, circa 1500 euro).