Adriano, giocatore finito?

venerdì 10 aprile, 2009

adriano fine Adriano, giocatore finito?BRASILE – Adriano ritarda, Adriano si sbronza, Adriano frequenta spacciatori e delinquenti, Andriano non torna a Milano: negli ultimi giorni le voci sull’Imperatore ormai deposto si sono susseguite freneticamente. Ieri, finalmente, l’epilogo forse definitivo della travagliata carriera dell’ex ragazzo prodigio che aveva fatto brillare gli occhi dei tifosi di Parma e Fiorentina ed ora non è altro che la brutta copia di sè stesso. (continua…)

Inter, lo scudetto in una mano

martedì 17 febbraio, 2009

adriano inter Inter, lo scudetto in una manoDopo la vittoria nel derby, l’Inter si trova ora a +9 dalla Juventus e a +11 dal Milan. Come ha osservato giustamente Mourinho, a cui non muore nulla in bocca, solo i nerazzurri possono perdere questo scudetto, forti di un organico stellare che, se da una parte vede un Balotelli sempre più ai margini degli schemi dell’allenatore portoghese, dall’altra sta godendosi il recupero di un campione che sembrava ormai perso, Adriano. Proprio il brasiliano, tornato quello dei tempi d’oro, ha messo il sigillo in una partita che segna il crocevia di questo campionato: lo ha fatto con un gol di mano, però; ed è inutile stare a discutere della volontarietà o meno del gesto, così come dell’eventuale squalifica del giocatore come era accaduto per Gilardino, autore della stessa bravata. Il punto qui è un altro: la partita si è chiusa sul risultato di 2 a 1 per i nerazzurri, e Moratti ha il bel da dire che la partita se la sarebbe aggiudicata in ogni caso la sua squadra per il volume di gioco espresso e per la caparbietà con cui ha affrontato il derby. Il calcio ci ha insegnato più e più volte come un episodio possa decidere la gara e non sempre la squadra che gioca meglio si aggiudica i 3 punti. Come ha fatto notare giustamente Seedorf, oggi più che mai la moviola in campo appare l’unica soluzione a questo genere di sviste arbitrali, in grado di condizionare non solo una partita ma, senza esagerare, l’esito di una stagione. Nell’attesa che Blatter prenda finalmente una posizione innovativa in merito, non ci resta altro che sperare che, con la ripresa delle competizioni europee, l’Inter perda qualche battuta: tutto perchè il campionato non scada d’interesse per un colpo…di mano.

Serie A, 3 giornate ad Adriano con prova tv

lunedì 26 gennaio, 2009

adriano1 Serie A, 3 giornate ad Adriano con prova tvDi nuovo a terra, Adriano. Dopo quella che aveva tutta l’aria di essere una resurrezione per l’Imperatore col gol di domenica sera alla Sampdoria che ha regalato i 3 punti all’Inter, oggi arriva la stangata del giudice sportivo: alle telecamere non è sfuggito infatti il pugno che il brasiliano ha rifilato a palla lontana a Gastaldello; ora su di lui pende una squalifica di 3 giornate che difficilmente il riscorso della società nerazzurra potrà ridimensionare.

Serie A, il punto sulla 20ma giornata

lunedì 26 gennaio, 2009

beckham3 Serie A, il punto sulla 20ma giornataNel primo dei due anticipi di sabato, il Chievo espugna il Granillo battendo per 1 a zero la Reggina, avversaria diretta per la salvezza, e conquistando così 3 punti che le permettono di agganciare il Torino al penultimo posto, coi calabresi fanalino di coda: a decidere il match, come all’andata, è il neo-entrato Italiano con uno splendido tiro da fuori area; in serata l’esonero dell’allenatore amaranto Pillon. Nell’altro anticipo, la classica Juventus-Fiorentina vede la vittoria dei bianconeri per 1 a zero nonostante la buona prova dei viola: mattatore dell’incontro Marchisio che finalizza uno splendido assist di capitan Del Piero, mentre negli spogliatoi un furibondo Della Valle reclama per le infelici decisioni arbitrali (tra le altre, annullato un gol regolare a Gilardino).
Nelle partite della domenica, spiccano i due 4 a 1 esterni con cui Milan e Cagliari liquidano rispettivamente Bologna e Lazio. Al Dall’Ara i rossoblù, autori di una buona prova, in seguito all’espulsione di Mudingayi lasciano campo aperto alle scorribande degli avanti rossoneri che dilagano con le reti di Kakà (doppietta), Seedorf e Beckham (al primo gol in Italia) dopo il momentaneo vantaggio di Di Vaio. All’Olimpico di Roma i biancocelesti soccombono contro un Cagliari perfetto; le reti tutte nel primo tempo: prima passa in vantaggio la Lazio con Rocchi, poi sale in cattedra Jeda che firma una doppietta sbeffeggiando sia Diakitè che Rozenhal, quindi si procura il rigore realizzato da Acquafresca. Anche Matri entra nel tabellino dei marcatori, prima che Rocchi fallisca il primo dei due rigori; nella ripresa il protagonista è il portiere isolano Marchetti che prima neutralizza il rigore calciato da Zarate e poi si oppone a più riprese agli avanti laziali.
A Siena, i ragazzi di Giampaolo colgono altri tre punti fra le mura amiche, questa volta a scapito di un’Atalanta svogliata che, dopo il tap-in vincente di Frick su assist di Vergassola, assedia la porta difesa dal rientrante Curci ma senza ottenere il pareggio. Seconda sconfitta consecutiva per il Napoli, questa volta al San Paolo, ad opera della Roma che continua la sua scalata alla zona Champions: vantaggio di Mexes (strepitosa la prova del centrale romanista che oltre alla rete annulla il temuto Lavezzi) che insacca in posizione dubbia; raddoppio di Juan, sempre di testa e sempre sugli sviluppi di un calcio da fermo, palesando le incertezze della retroguardia partenopea; al rientro dagli spogliatoi, Aquilani serve un pallone d’oro a Vucinic che chiude il match con un netto 3 a zero. Spettacolare pareggio fra Lecce e Torino: i salentini dominano la prima frazione che si chiude 2 a zero in loro favore grazie alla doppietta di Munari (splendido il primo gol, una bomba da fuori area che si infila nel sette); nella ripresa ci vuole tutto il cuore Toro per acciuffare il pareggio, prima coi gol di Saumel e Dellafiore e poi, dopo il nuovo vantaggio dei padroni di casa firmato Castillo, con la rete del definitivo 3 a 3 ad opera di Natali. Pari anche fra Genoa e Catania: dopo l’espulsione di Ferrari, gli etnei sembrano avere il match in pugno grazie al gol nella ripresa di Martinez che insacca di testa un cross di Baiocco; ma il Grifone non muore mai e ad un quarto d’ora dal termine trova l’1 a 1 col bomber Milito, rientrato dopo un infortunio e subito in gol. Nel posticipo, l’Inter non senza faticare mantiene la testa solitaria della classifica e i 3 punti di distacco dalla Juventus: i nerazzurri, nervosi, contratti e privi di Ibrahimovic squalificato, devono ringraziare l’Imperatore Adriano che allo scadere del primo tempo insacca dopo un affondo di Maicon sulla destra e decide il match: 1 a zero per gli uomini di Mourinho, espulso per proteste nel corso della prima frazione, e tensioni che sembrano solo assopite dopo la vittoria contro i blucerchiati, dal canto loro sempre più invischiati nella lotta per non retrocedere.