Mandela, i Big Five e l’Italia di Lippi
Personalmente, non ne potevo proprio più di vedere tutti quei conti alla rovescia un pò dappertutto, sui giornali, su Sky, su siti web di ogni genere: finalmente ci siamo, la Coppa del Mondo, che ormai d’abitudine si fa attendere 4 anni, è alle porte. Il count down finisce infatti domani, ore 14, con la cerimonia d’apertura a Johannesburg ed il via con Sud Africa – Messico: protagonisti attesissimi i padroni di casa, quei Bafana Bafana il cui primo tifoso sarà proprio Mandela, l’immagine stessa del Sud Africa post apartheid. Non è certo un caso che la prima volta della Coppa del Mondo nel continente africano sia proprio qui, nelle terre in cui si parla Afrikaans oltre che tutte le altre lingue del mondo, dove bianchi e neri, un tempo divisi, faticosamente stanno ricominciando a toccarsi, ad ascoltarsi, in certi casi persino a capirsi. Mandela è tutto questo, 27 anni di prigionia a Robben Island e poi presidente del nuovo Sud Africa nel 1994, con la travolgente vittoria alle prime elezioni multirazziali della nazione. Oggi Mandela, 92enne, ha realizzato il suo sogno, di cui questi mondiali non sono che una delle tanti, incredibili incarnazioni.
Ma se Mandela è l’icona sociale del Sud Africa, l’immagine mitologica dello stato più a sud del continente sono certamente i Big Five: il leone, l’elefante, il bufalo, il rinoceronte e il leopardo sono l’essenza selvaggia di un continente tappezzato di paradisi naturali in cui continuano, sempre più stretti nella morsa di un turismo egoista ed irrispettoso, a vivacchiare scorrazzando nella savana.
Ma siamo qui per parlare di Coppa del Mondo, giusto? E allora è giusto che dica chi sono per me i big five di questa competizione che ci vedrà incollati davani al televisore per il prossimo mese. Davanti a tutti, forse un pò a sorpresa, metto l’Argentina: dopo aver visto l’originalissimo modo con cui hanno concluso una delle ultime partitelle d’allenamento (i vincitori hanno preso a pallonate i perdenti, di spalle a novanta gradi) ho pensato che Maradona ha tutti i difetti possibili ma sicuramente riesce a fare gruppo; e allora si, si è dimenticato di Zanetti e Cambiasso, per poco non manda in vacanza Milito, ma come ci insegna la storia è il gruppo che fa la differenza e l’albiceleste di certo non è sprovvista di campioni in grado di far pendere l’ago della bilancia dalla propria parte.
Subito a ridosso, comunque, vedo altre due squadre: la Spagna a mio modo di vedere è il team più organizzato, fortissimo in ogni reparto, giovane ma non inesperto, un ottimo allenatore ed una Coppa Europa (l’ultima) in cascina, insomma quella convinzione nei propri mezzi che è sempre mancata agli iberici per salire sul tetto del mondo; se riusciranno a tenere i piedi per terra, favoriti da un girone preliminare a dir poco agevole, potrebbero trovare il passo giusto per arrivare fino in fondo. Appaiata alle furie rosse vedo davvero molto bene l’Inghilterra: ha perso il capitano Rio Ferdinand, è vero, ma la corazzata allenata da mister Capello è di quelle da incutere timore reverenziale a chiunque; dopo l’impressionante cavalcata nelle qualificazioni, ora Roneey e compagni sono al cospetto della prova del nove, una prova di maturità che i tifosi inglesi non solo si aspettano, ma pretendono. I giocatori lo sanno e sono sicuro che Terry, Lampard, Gerrard e compagni venderanno carissima la pelle ad ogni partita.
Parliamo di big five e quindi ne mancano due, un gradino sotto le prime tre: per prima metto l’Olanda, una squadra che mi piace moltissimo, in grado di mettere in pratica quello spettacolare modulo offensivo che tanto ha entusiasmato negli anni settanta con Cruyff e soci; certo un paragone irriverente, lo riconosco, ma se guardate un pò tutti i ragazzi terribili a disposizione del coach Van Marwijk vi rendeterete conto del potenziale a disposizione degli arancioni: Robben, Van Persie, Snejider (ritrovato), Kuyt, Van der Vaart, lo stesso Huntelaar che, vedrete, non sarà quello visto a San Siro; io scommetto anche su di loro. E arriviamo all’ultimo posto disponibile: certo ci starebbe il brasile, con giocatori come quelli carioca sei favorito per definizione; ma a me la squadra di Dunga non convince, presuntuosa e tronfia per come si sta ponendo ai media, la mia impressione è che prenderanno le loro belle mazzate sui denti, forse proprio a cominciare dal girone eliminatorio, dove Corea del Sud, Portogallo e Nigeria non le lasceranno passare nulla, giocando la partita della vita come è giusto che sia contro i pentacampeon. Quindi, per l’ultimo posto disponibile, dico Ghana: lo so, a tutti sta venendo da ridere, ma questo posto glielo lascio perchè secondo me è la squadra migliore tra quelle africane e, per il primo mondiale del Continente Nero, non si può non dare una possibilità ad una delle sei nazionali che lo rappresentano; senza sottovalutare il fatto che, data per quasi certa l’uscita di scena immediata dei Bafana Bafana, tutto il pubblico di casa riverserà inevitabilemente il tifo sulle squadre africane rimaste in ballo, un fattore questo che potrebbe certamente influire nei match dentro o fuori dagli ottavi di finale in poi.
Fuori dai big five l’Italia di Lippi, un pò per scaramanzia, un pò perchè faccio parte di quei milioni di allenatori azzurri che vorrebbero vedere un colored come Balotelli a rappresentarci, un pò perchè il genio e la sregolatezza di Cassano mi mancheranno e temo potrebbero essere motivi di rimpianti. Detto questo, la nostra nazionale è sempre la solita e darà del filo da torcere a tutti: bella tosta come piace al Marcello nazionale, a sudare e ringhiare su ogni pallone, a pensare prima a non prenderne che a farne. E, come abbiamo avuto modo di vedere nel 2006, questa strategia paga. Eccome se paga.
Buon mondiale a tutti…e naturalmente forza Azzurri.
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