Serie A, il punto sulla 15ma giornata
Inter corsara che conferma la testa della classifica con un secco 3 a 0 in casa della Lazio; non senza fatica, Juve e Milan vincono rispettivamente contro Lecce e Catania mantenendo invariato il distacco di 6 punti dai nerazzurri. Nel posticipo domenicale, il Genoa si aggiudica il derby della Lanterna grazie ad un gol del solito Milito, capocannoniere con 12 reti seguito a ruota da Gilardino (11 gol), oggi autore di una doppietta che affossa il Torino e costa l’esonero a De Biasi, sostituito da Novellino sulla panchina granata.
Nel pomeriggio di sabato, la Roma supera a Verona il Chievo targato Di Carlo: a decidere il match un’invenzione di Menez, finalmente determinante dopo le opache prestazioni precedenti, che con una parabola d’esterno supera Sorrentino. In serata, la Lazio non può nulla contro la corazzata di Mourinho, che ancora una volta sorprende per cinismo e concretezza; al secondo minuto l’Inter è infatti già in vantaggio, con Samuel che incorna in rete un cross di Muntari; la Lazio ci prova, ma è ancora la squadra nerazzurra ad andare in gol con una sfortunata autorete di Diakitè allo scadere del primo tempo. Al rientro dagli spogliatoi, pronti via e dopo dieci minuti i nerazzurri chiudono la pratica: cross di Cambiasso e testa di Ibrahimovic (anche se in netto fuorigioco).
Nelle partite di domenica, il Milan supera a fatica un ottimo Catania: subito pericolosi con Shevchenko di testa e Maldini che si vede negare il gol da Bizzarri (il migliore dei suoi), i rossoneri rischiano grosso quando Mascara colpisce l’interno del palo con una conclusione da fuori area. Kakà è incontenibile e mentre nella prima frazione l’estremo difensore rossoblù devia sul palo una sua conclusione dal limite, nel secondo tempo non può nulla sul tocco del brasiliano che trova il gol grazie ad una deviazione decisiva di Stovini che spiazza Bizarri; nel finale rigore negato al Catania per mani in area di Kaladze. Inutile pareggio in ottica salvezza per Reggina e Bologna: 2 a 2 per effetto delle reti di Corradi e Barreto per i padroni di casa e dei gol di Valiani e Di Vaio per gli emiliani. A Cagliari, quinta vittoria consecutiva per gli isolani che superano il Palermo per uno a zero: a decidere il match un tap-in di Fini su cross rasoterra di Cossu; a nulla serve l’assalto dei rosanero nella seconda frazione, che si devono arrendere di fronte alle parate di un ottimo Marchetti. La Juventus strappa 3 punti fondamentali al Lecce di Beretta: reti tutte nella ripresa, prima con Giovinco (al primo gol in A con la casacca bianconera) che trova il sette su punizione, pareggio all’82 del neoentrato Cacia con un bellissimo diagonale al volo su lancio di Giacomazzi e gol allo scadere di Amauri che insacca di testa un cross di De Ceglie. A Torino, La Fiorentina travolge i granata grazie ad un Mutu ritrovato: è proprio il rumeno che dopo due minuti porta in vantaggio i viola con una punizione magistrale, poi ci pensa Gilardino al termine del primo tempo a congelare il risultato. Nella ripresa Kuzmanovic ed il solito Gilardino rendono il passivo ancor più pesante; non basta il gol di Rosina ad evitare l’esonero di De Biasi. Continua la crisi di risultati dell’Udinese di Marino, che a Bergamo soccombe per 3 a zero contro l’Atalanta sotto i colpi di Valdes, Doni e di Vieri, tornato finalmente al gol. Vittoria casalinga anche per il Napoli che supera il Siena e non perde contatto da Juventus e Milan: primo tempo sottotono per gli uomini di Reja, che nella ripresa fa la mossa giusta affiancando Denis a Zalayeta e trovando la vittoria grazie alle reti di Maggio e dello stesso Denis.
Nel posticipo domenicale, dopo un primo tempo di studio senza particolari emozioni, è un’invenzione di Milito a risolvere il match: spettacolare torsione di testa e palla all’incrocio alle spalle di Castellazzi. La Sampdoria prova a reagire (annullato un gol a Fornaroli per millimetrico fuorigioco) ma la squadra di Gasperini si chiude bene e trova la vittoria nel derby, assestandosi al sesto posto in classifica a sole due lunghezze dal Napoli; morale sotto i tacchi invece per Cassano e compagni, sempre più invischiati nella zona retrocessione.



